Il Monastero di San Giovanni

Se tutti i narnesi bene o male conoscono l'Eremo di San Cassiano e l'Eremita di San Jago, sconosciuto ai più risulta il Monastero di San Giovanni, abbarbicato tra le rocce della propaggine sud di Monte Santa Croce.
I ruderi sono appena visibili da Taizzano, quando l'inverno inoltrato sfoltisce la vegetazione e tra le rocce si può scorgere l'archetto a mattoncini dell'edificio.
Il sentiero fino all'eremo non è certo comodo; si può salire da Stifone, ma si può anche partire da Montoro da dove una strada imbrecciata arriva quasi sopra il monastero.
Lo spettacolo che si apre agli occhi dei viandanti è comunque mozzafiato, specie la mattina quando il sole si specchia nel Nera e Taizzano fa bella mostra di se sopra gli speroni rocciosi dall'altra parte della valle.
L'edificio invece si presenta gravemente compromesso: la piccola chiesetta conserva ancora intera la volta, il transetto, l'abside e l'ingresso, ma gli affreschi, se per caso c'erano, sono ormai andati perduti, come tutto quello che poteva essere rubato e trafugato nel corso dei secoli, così non esiste più neanche il pavimento e sono stati sfondati anche i muri alla ricerca di chissà quale tesoro nascosto in nicchie laterali.
I locali adiacenti la chiesa versano in condizioni ancora peggiori, infatti il piano rialzato dove era ubicato presumibilmente il dormitorio è praticamente crollato, mentre a piano terra si può identificare ancora un locale cucina e refettorio, con un forno per la cottura.
All'esterno la vegetazione invadente ha sommerso tutto quello che poteva essere il cortile, o il giardino, oppure un vialetto dove si passeggiava e pregava. Il problema dell'acqua, assente sopra il Monte, era stato risolto con la costruzione di una cisterna per la raccolta di acqua piovana, scavata nella roccia, di cui rimane ancora intatto il pozzetto di accesso.
Il luogo, praticamente dimenticato più che abbandonato, meriterebbe certo una sorte migliore, ma se finora si è conservato è solo perchè è rimasto così nascosto per tutti questi secoli e solo su qualche pezzo di intonaco campeggiano le solite incisioni dell'età moderna, quelle tristi liste di nomi che ricordano il passaggio di giovani impegnati in piacevoli scampagnate.
L'inaccessibilità del luogo ci induce a non dare altre indicazioni su come raggiungere i ruderi, certi che mani frementi possono portare via ancora qualche bel pietrone da esporre nel giardino della propria casa.
Per i più curiosi e intraprendenti, rimaniamo a disposizione per una bella passeggiata di tre ore per visitare il romitorio, anche perchè lungo il percorso si possono scorgere gli ingressi di numerose grotte e miniere, a noi così care.



Comments are closed.